Consigli per Pasqua a Trieste… indoor

Venerdì 10 aprile 2020, 31esimo giorno di quarantena.

Siamo chiusi in casa in tempo di Pasqua… ma chi l’ha detto che non è possibile festeggiarla comunque seguendo la tradizione?

Pasqua triestina “fatta in casa”

Dopo la pasta, il pane e la pizza fatti in casa, in questi giorni molti triestini si stanno mettendo alla prova con la preparazione della pinza, uno dei dolci pasquali per eccellenza.

La conosci? È una sorta di “pagnotta” soffice, profumata, da mangiare assieme ai pezzi delle uova di cioccolato… o con il prosciutto cotto come lo facciamo qui, tagliato a mano!

La lavorazione richiede un procedimento lungo, come le cose buone di una volta e penso che proprio per questo nessuno o quasi la preparava in casa da chissà quanto tempo.

Mio papà è stato panettiere e mi racconta che un bel po’ di anni fa tutti la preparavano in casa, per la propria famiglia e per regalarla ad amici e conoscenti. Però non c’era il forno in casa, e per questo le donne portavano le loro pinze a cuocere dal fornaio (e qualche volta il professionista faceva un intervento di recupero all’insaputa della massaia, per salvare le pinze casalinghe da insuccesso e sicura delusione!)

Se vuoi sperimentare anche tu ti consiglio la ricetta di Rita sul suo blog “Saporita”, la puoi leggere qui, cliccando sul titolo:

La Pinza, ovvero alla ricerca della ricetta ideale

E a Pasquetta?

Una delle tradizioni irrinunciabili di Pasquetta è la scampagnata che finisce in una osmiza in Carso, dove nel cortile di casa di contadini e vignaioli si possono mangiare formaggio e salumi fatti in casa, accompagnati da vino locale.

Per la prima volta il calendario delle osmize aperte è desolatamente vuoto, ma grazie al “morbin” (lo spirito goliardico e godereccio) che caratterizza i triestini e una certa filosofia di vita, c’è chi ha organizzato il flashmob “osmiza in pergolo” (pergolo = balcone) con tanto di premio per la foto migliore.

E visto che di questi tempi la distanza geografica non conta, se vuoi partecipare anche tu, la tua “osmizata” sarà la benvenuta! Non dimenticare la tovaglia a quadretti, la frasca con la freccia, uova sode, un tagliere con salumi e formaggio, pane da affettare.

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Quali sono le usanze e i dolci di Pasqua della tua terra?

Festeggi anche tu in modo creativo per rispettare la tradizione?

Se ti va di raccontarmelo, scrivimi, mi farà piacere!

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